MFA: un aggiornamento sposta per tutti l’obbligo al 31 dicembre 2023

Entro il 30 dicembre 2023, tutte le farmacie dovranno adottare il metodo MFA per accedere alle ricette dematerializzate bianche, come comunicato dal Sistema TS a settembre

A fine settembre un chiarimento sul sito del Sistema TS ha precisato che per tutte le farmacie, sia SAR sia SAC, il termine per l’adozione del metodo MFA per l’accesso alle ricette dematerializzate bianche è il medesimo, il 30 dicembre 2023. Al termine del “periodo transitorio” sarà possibile utilizzare solo le nuove modalità a 2 o più fattori. C’è dunque ancora un po’ di tempo per prendere confidenza col sistema e prevenire impasse operative.

 

di Carlo Buonamico

L’autenticazione multifattoriale (MFA, Multifactor Authentication) per accedere alla ricetta bianca è già una realtà nelle farmacie di tutta Italia, con modalità differenti tra quelle delle Regioni che utilizzano il Sistema di accoglienza centrale (SAC) e quelle situate nelle Regioni in cui si utilizza il Sistema di accoglienza regionale (SAR).

Secondo il DM 8 giugno 2023, il 5 ottobre le farmacie delle Regioni SAR avrebbero dovuto partire con il nuovo sistema di accesso alla ricetta dematerializzata bianca solo tramite MFA, ma un chiarimento intervenuto nell’aggiornamento del 27 settembre 2023 del documento di specifiche tecniche che descrive la nuova modalità di accesso presente sul sito del Sistema TS precisa che la data del 5 ottobre di fine periodo di trasmissione al SAC dei dati di prescrizione ed erogazione con le vecchie modalità non riguarda medici e farmacie, ma solo il canale di interfaccia tra SAR e SAC.

Cos’è l’autenticazione a più fattori o MFA?

Ma andiamo con ordine. L’MFA è il sistema che permette l’autorizzazione di una determinata operazione informatica in maniera sicura e riservata attraverso differenti e successivi momenti di autenticazione. Il sistema prevede che al momento dell’accesso l’utente debba fornire almeno due fattori di verifica: il primo è la solita compilazione dei campi login e password; il secondo può essere un codice temporaneo, un dato biometrico o un PIN. Questa procedura garantisce al sistema che chi sta tentando di accedere corrisponde effettivamente all’utente autorizzato. Spiega Alberto Cretti, Adv Product Architect Pharmacy Information Systems di CGM: «Si tratta di una modalità a noi tutti ben nota, che utilizziamo da tempo per accedere, per esempio, ai sistemi bancari, dove ci vengono richiesti non solo i soliti dati di accesso, ma anche un riconoscimento tramite codice inviato sullo smartphone o l’impronta digitale».

Ebbene questo metodo entra anche in farmacia per garantire la privacy dei dati del paziente, a partire dall’accesso alle ricette dematerializzate bianche. Con funzionamento e tempistiche diverse a seconda se l’inviante è un sistema regionale SAR, oppure il singolo utente che utilizza un software gestionale tramite il sistema centrale SAC.

Tempi e modalità di attuazione

Nelle farmacie che utilizzano il SAC, dal 30 settembre il titolare potrà accedere alla ricetta bianca digitale sia con il sistema tradizionale – codice utente e password univoca per la farmacia – sia con il sistema Spid o Cie (Carta di identità elettronica). Questa modalità transitoria varrà fino al 30 dicembre. Dal 31 dicembre l’unica modalità di accesso sarà tramite Spid o Cie.

Il funzionamento è più complesso da spiegare che da eseguire. In pratica, il responsabile della farmacia dovrà accedere almeno una volta tramite lo Spid o il Cie al portale Sogei SistemaTS per indicare un indirizzo email a cui ricevere un codice identificativo (ID) di sessione. L’ID deve essere inserito nel gestionale della farmacia in modo da consentire tutti i collegamenti alle ricette elettroniche bianche da gestire.

Ma attenzione: il codice ID resta valido otto ore. Dopo il primo accesso la farmacia può chiedere l’invio di un nuovo ID attraverso il gestionale.

Nelle farmacie che utilizzano il Sar (Provincia autonoma di Trento e Bolzano, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Puglia), invece, la modalità transitoria che permette di accedere alla ricetta bianca elettronica sia con soli utente e password, sia con MFA è in vigore dal 5 luglio. E quando scadrà? È qui che interviene il chiarimento del 27 settembre: dal 5 ottobre i sistemi regionali SAR potranno interrogare i SAC per la ricetta bianca solo attraverso un’autenticazione certificata, ma per le farmacie la modalità a doppio binario resterà valida fino al 30 dicembre, come per le farmacie SAC.

Nelle farmacie con SAR il processo di autorizzazione multifattoriale funziona diversamente rispetto agli esercizi che usano il Sac. Dalla documentazione di Sogei relativa ai SAR pare che si debba usare Spid o Cie ma al momento non sono giunte indicazioni specifiche dalle Regioni interessate.

Modalità transitoria: un utile periodo di adeguamento

Dal posticipo del termine della modalità transitoria le farmacie SAR possono trarre un sospiro di sollievo e tutte potranno proseguire ancora per un po’ di tempo con le consuete modalità.

Ma avverte Cretti: «In considerazione della sostanziale differenza della nuova modalità di accesso rispetto a quella tradizionale è importante che i farmacisti inizino a familiarizzare con il nuovo sistema, così da non trovarsi bloccati nell’operatività quotidiana quando terminerà il periodo transitorio».

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