Recovery Plan e Ssn: le proposte dei farmacisti

05/02/2021 – Le parole di Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti.

Dopo che i farmacisti hanno avanzato le loro proposte sul Recovery Plan e sulle opportunità dal rinnovamento del Ssn e del sistema salute italiano, il Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, si è espresso sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” nel corso dell’audizione alla XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

L’articolo che puoi leggere qui di seguito, pubblicato su PharmUP in collaborazione con la rivista Farma7, riporta le parole del Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri.

Dalla rivista Farma7, 4 febbraio 2021

 

 “Il Piano rappresenta – ha detto D’Ambrosio Lettieri – una grande opportunità per avviare il rinnovamento del Servizio sanitario nazionale e della governance del sistema salute nel suo complesso. Un rinnovamento che, precisa il vicepresidente della Fofi, “non può prescindere dalla valutazione del ruolo del farmacista e delle farmacie di comunità e ospedaliere”. Il riassetto della Sanità, infatti, deve avere come idea guida la prossimità, da raggiungere “avvalendosi della rete capillare delle farmacie strutturate come presidio polifunzionale”.

Le proposte presentate dalla Fofi – ha detto il presidente Andrea Mandelli- sono basate “su un’analisi puntuale delle criticità che da tempo caratterizzano la sanità italiana e che sono state drammaticamente esacerbate dalla pandemia”“In questo scenario – ha concluso Mandelli – la nostra professione può dare un apporto significativo, ma è ora che si deve avviare questo cambiamento“.

Nella sua proposta sul Recovery Plan la Fofi, oltre a invitare a un ripensamento sulla distribuzione diretta a favore della Dpc e al pieno potenziamento della “Farmacia dei servizi”, invita anche a ripensare all’utilità delle “Case della Comunità”, favorendo un “collegamento tecnologico tra tutte le reti professionali, per promuovere un sistema integrato e sinergico di presa in carico della persona”.

 

Farmacia

 Al riguardo va raccolta anche la voce di Federfarma, così come espressa dal suo Consiglio di presidenza nell’editoriale del n. 3 di Farma 7, in corso di stampa e tra qualche giorno sul banco di tutte le farmacie.

Per Federfarma, si precisa, “la Casa della salute è la farmacia, ed è meglio investire sulla rete di servizi già esistenti, piuttosto che impegnare grandi risorse soltanto sulla parte hard e non sulla parte soft della sanità. Le case di comunità, così come sono state progettate (una su 24.500 abitanti) non potranno mai assolvere ai concreti bisogni di salute, ma potranno essere dei mini-poliambulatori, ai quali il paziente può rivolgersi per ottenere una diagnosi.

Poi, però, si pone il problema di che cosa fa il cittadino uscito da lì, di come dovrà essere seguito sul territorio e monitorato sulla base degli step di controllo”. Proprio qui si apre un grande spazio per la farmacia di comunità.

“Impegno di Federfarma – conclude l’editoriale di Farma 7 – è ora cogliere tutte le opportunità che il nuovo Governo vorrà mettere in campo per valorizzare l’assistenza territoriale, in modo da favorire il miglior inserimento della farmacia all’interno di questo disegno”.

Federfarma non mancherà, quindi, di presentare una proposta, alla luce anche degli aggiornamenti che il Governo Draghi vorrà ora apportare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, “che non deve diventare momento di apprensione, bensì occasione di sviluppo e di nuove opportunità”.

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