Rottamazione del magazzino nella Manovra 2024: una buona opportunità per i titolari

La legge di Bilancio, ancora in fase di approvazione, offre l’occasione di un “colpo di spugna” sui disallineamenti eventuali tra magazzino fisico e magazzino contabile. Il commento di Arturo Saggese, commercialista e revisore dei conti

La legge di Bilancio, ancora in fase di approvazione, offre l’occasione di un “colpo di spugna” sui disallineamenti eventuali tra magazzino fisico e magazzino contabile. Il commento di Arturo Saggese, commercialista e revisore dei conti

di Rossella Gemma

Il conto economico di una farmacia diventa meritevole di attenzione rispetto a tre voci essenziali: il costo del venduto, il costo del personale e il costo relativo alla locazione dei locali strumentali all’attività. Entrando nel merito della prima voce di costo – cioè quanto si spende in un anno o in un determinato periodo in merce destinata alla vendita – questa resta indissolubilmente legata all’andamento dell’entità del magazzino merci, in termini di variazione tra valore merci a inizio e fine periodo di imposta. «Tralasciando le riflessioni riguardanti la corretta gestione del magazzino e il più adeguato indice di rotazione dello stesso – spiega Arturo Saggese, commercialista e revisore dei conti – se il valore dello stock di magazzino rilevato dal gestionale (e dalla contabilità) dovesse differire dalla consistenza effettiva, l’obiettivo sarebbe quello di “sistemare” velocemente tale anomalia».

L’importanza dell’inventario

Nel corso del tempo, per le più disparate motivazioni, il valore delle merci può subire disallineamenti più o meno significativi rispetto al valore esposto nel software gestionale. «Tanto per fare un esempio – precisa Saggese – pensiamo a errori nel carico o nello scarico di merce, oppure nello scarico della merce destinata alla distruzione. L’obiettivo di risolvere l’anomalia è spesso ardito, in quanto le differenze che possono nascere di anno in anno possono avere anche misure molto importanti. Suggerisco ai titolari di farmacia, dunque, di procedere a un inventario fisico delle merci stoccate; tale procedura è fondamentale per tenere monitorato l’andamento del magazzino rispetto a quanto esposto dal software gestionale. Nel caso ci dovessero essere differenze, tornerebbe utile usufruire delle agevolazioni contenute nel Ddl Bilancio 2024 che prevede nuovamente la possibilità di “rottamare” il magazzino».

Oggi la norma non vede ancora il suo testo definitivo, ma l’intento è quello di dare la possibilità alle imprese (e quindi anche alle farmacie) di riallineare il proprio magazzino contabile al magazzino “effettivamente” detenuto. Calandosi nel pratico, verrà data la possibilità, mediante il pagamento di una imposta sostitutiva, di adeguare il valore di magazzino al 1° gennaio 2023, quindi le esistenze iniziali.

Come “aggiustare” il magazzino

Ma come funziona? «Se al 1° gennaio – continua Saggese – la nostra farmacia presentasse un magazzino più basso di quello effettivamente detenuto, sarebbe possibile iscrivere a bilancio la differenza mediante il pagamento di una imposta sostitutiva di Irpef, Ires e Irap del 18 per cento sul differenziale. Medesimo discorso nel caso in cui si sia costretti a “eliminare” valore di magazzino, nel caso in cui il “magazzino reale” dovesse essere più basso del contabile. In questo caso però si renderà necessario versare in aggiunta una imposta IVA, tenendo valida un’aliquota media relativa all’anno 2023».

L’imposta dovrà essere versata in due rate di pari importo: la prima in sede di pagamento delle imposte dell’Unico 2024, relativo all’anno di imposta 2023, e la seconda in sede di pagamento dei secondi acconti a fine novembre 2024. Saggese evidenzia che questo adeguamento non rileva in alcun modo ai fini sanzionatori e che i maggiori o minori valori rilevati non potranno essere utilizzati ai fini dell’accertamento per periodi di imposta antecedenti rispetto al 2023. Di contro, l’agevolazione non potrà essere in alcun modo condizionante rispetto ad accertamenti o processi verbali di constatazione notificati antecedentemente alla data di entrata in vigore della norma recante la suddetta agevolazione. Da ultimo, l’imposta sostitutiva non risulta deducibile.

«Da consulente – conclude Saggese – reputo che questa norma offra una grande possibilità per i titolari di farmacia di “fare ordine” rispetto a una voce di bilancio così delicata e credo sarà indispensabile per loro e per i loro consulenti fare una seria riflessione circa la possibilità di applicazione della norma agevolativa alla propria situazione».

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