di Rossella Gemma
Per lo sciopero nazionale dei farmacisti dipendenti delle farmacie private, indetto lo scorso 6 novembre da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, secondo i sindacati ha visto circa 10mila partecipanti ai presidi organizzati in numerose città italiane. Al centro della protesta, il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto da oltre un anno, e la richiesta di un riconoscimento economico e professionale coerente con il ruolo sanitario sempre più rilevante dei farmacisti collaboratori.
Dal fronte datoriale, Federfarma parla invece di un’adesione “contenuta”, stimata sotto il 15% del personale in servizio, e sottolinea che in quasi tutte le farmacie è stata garantita la presenza minima prevista per legge, assicurando così la continuità del servizio. L’associazione dei titolari ha ringraziato i colleghi che hanno garantito l’apertura dei presidi e ha ribadito la volontà di giungere “in tempi brevi” alla firma di un contratto “equo e sostenibile per entrambe le parti”. La proposta attualmente sul tavolo parla di un aumento retributivo di 180 euro mensili, con la possibilità di introdurre anche misure di welfare e incentivi premiali.
I sindacati giudicano tuttavia insufficienti le aperture finora arrivate. Gli stipendi, spiegano, sono fermi da anni, mentre il lavoro dei farmacisti si è progressivamente ampliato con nuovi compiti di natura clinica e di supporto alla sanità di prossimità. “Chiediamo che le competenze acquisite trovino riscontro anche nella contrattazione”, hanno sottolineato le sigle promotrici della mobilitazione.
All’indomani della protesta è intervenuta anche la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), che ha invitato le parti a riprendere senza ulteriori ritardi il negoziato per il rinnovo del contratto. La Federazione ha rilanciato la proposta di un inquadramento dei farmacisti dipendenti nel comparto sanitario e, nell’immediato, di una “indennità di funzione sanitaria” che valorizzi la dimensione professionale del loro ruolo, in linea con l’evoluzione della farmacia dei servizi.
Pur non avendo un ruolo diretto nella contrattazione, la Fofi si è detta disponibile a favorire un confronto costruttivo, nella convinzione che un accordo condiviso sia indispensabile per garantire stabilità al settore e riconoscimento ai professionisti che ne sono parte fondamentale.
