Un modello di assistenza sanitaria integrato

Quali caratteristiche assumerà la sanità territoriale del prossimo futuro? A New LiNEXT ci si è ragionato analizzando due delle sue figure chiave, medico di famiglia e farmacista, attraverso il ruolo giocato dall’innovazione tecnologica e dalla telemedicina in particolare. Il commento di Luca Perfetto, General Manager BU fablab & Intermedix France.

Quali caratteristiche assumerà la sanità territoriale del prossimo futuro? A New LiNEXT ci si è ragionato analizzando due delle sue figure chiave, medico di famiglia e farmacista, attraverso il ruolo giocato dall’innovazione tecnologica e dalla telemedicina in particolare. Il commento di Luca Perfetto, General Manager BU fablab & Intermedix France.

di Carlo Buonamico

La sanità territoriale è in evoluzione: nuovi ruoli attendono il farmacista e il medico di medicina generale, mentre i cittadini, le persone con patologia, mostreranno una domanda di salute sempre maggiore in relazione all’aumento dell’età e alla conseguente maggior incidenza delle cronicità. Costruire nuove forme di relazione in linea con i nuovi progetti di sanità territoriale quali i Distretti e le Case di comunità sarà fondamentale per tutti gli operatori della salute. E lo scambio di informazioni, l’interoperabilità del dato sanitario sarà un fattore abilitante di questo cambio di paradigma. A patto che ci sia l’adozione personalizzata ed efficiente delle diverse forme di sanità digitale, come la telemedicina, rispetto alla quale medici e farmacisti devono essere puntualmente formati. Obiettivo: ricostruire fiducia e costruire un modello che rimetta il paziente al centro.

È questa la sintesi dell’analisi di scenario realizzata da New LiNEXT, il convegno organizzato a fine ottobre da New Line – Ricerche di mercato a Milano, prima edizione di un evento annuale dedicato a tutti gli attori dell’industria farmaceutica, volto a indagare le caratteristiche che assumerà la sanità territoriale del prossimo futuro relativamente a due delle figure chiave: Mmg e farmacista.

 

La farmacia dei servizi in aiuto al Mmg

 

I medici di famiglia si trovano ad affrontare un carico di lavoro importante (nel 69 per cento dei casi hanno oltre 1.500 assistiti) e sono alle prese con tanta burocrazia che sottrae tempo per l’attività ambulatoriale, che devono gestire da soli (50 per cento) o al massimo con una segretaria (43 per cento).

Ebbene una via possibile per ovviare al sovraccarico quotidiano degli Mmg, così da fornire un’assistenza qualitativamente migliore ai cittadini, è trovare un modello che integri la consulenza del medico di famiglia con quella della farmacia, entrambi punti d’accesso del Ssn e possibili nodi di comunicazione con l’assistenza specialistica.

La farmacia, in particolare, rappresenta plasticamente il luogo in cui input e output sanitari viaggiano su un piano digitale. «L’evoluzione tecnologica offre lo spunto forse decisivo per l’attivazione concreta della farmacia dei servizi, opportunità decisiva per rivoluzionare il ruolo di questi punti di salute all’interno dell’ecosistema dell’assistenza territoriale» ha dichiarato nel corso del suo intervento a New LiNEXT Luca Perfetto, General Manager BU fablab & Intermedix France.

 

Un hub accessibile e sostenibile

 

Già ora in farmacia è possibile prenotare visite mediche; effettuare diversi esami diagnostici ottenendo i referti talvolta in tempo reale; ritirare i farmaci prescritti dal Mmg e dallo specialista, e ciò avverrà anche per i medicinali un tempo accessibili solo recandosi alla farmacia ospedaliera. Ancora, diverrà sempre più frequente far riferimento alla farmacia sotto casa per tutte le attività di monitoraggio della terapia e dell’aderenza alla prescrizione del medico.

Tutto questo grazie alle opportunità offerte dalla telemedicina, che di fatto è già una realtà quotidiana e consente al farmacista di essere costantemente in contatto con Mmg e specialisti. «In una sanità che sembra allontanarsi dai bisogni del cittadino, riducendo la spesa sanitaria e con tempi di attesa crescenti, è fondamentale che il network territoriale diventi un hub accessibile e sostenibile di servizi: integrato e di prossimità», commenta Perfetto.

 

Una collaborazione indispensabile

 

Sono gli stessi Mmg a lanciare l’SOS: uno su due non riesce a dedicare più di 10-15 minuti per le visite ai pazienti che si recano in ambulatorio, e la maggior parte di essi è costretto a usare telefono (41 per cento), WhatsApp o simili (32 per cento) e/o e-mail (24 per cento) per cercare di dare maggiori risposte possibili alle richieste provenienti dai propri assistiti.

I medici di medicina generale sono quindi più che aperti alla collaborazione con la farmacia. Anzi la gradirebbero molto, per la presa in carico puntuale dei propri pazienti. Una collaborazione giudicata rilevante per il 41 per cento dei Mmg e molto rilevante per il 37 per cento. In altri termini, il mondo dell’assistenza sanitaria territoriale sta cambiando velocemente. Anzi, in parte è già cambiato. Vale la pena osservarlo con le stesse lenti di prima, dicono gli esperti di NewLineXT? Domanda lecita quanto retorica. La risposta è ben chiara a chi si occupa di salute: è giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti.

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