Intervista ad Annarosa Racca per CGM

Attraverso l’intervista con Annarosa Racca, si sottolinea il ruolo rinnovato delle farmacie lombarde come centri sanitari multifunzionali, essenziali per il sistema sanitario e la comunità.

La farmacia dei servizi in chiave lombarda

Una rete enorme, un’offerta di servizi e prestazioni sanitarie sul territorio con numeri importanti: la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca sottolinea i dati della sua Regione, evidenziando l’avanzamento inarrestabile della farmacia dei servizi come «vero e proprio front-office del Servizio sanitario nazionale e regionale». Come conferma una delibera della Giunta regionale, che dota il sistema lombardo di linee guida, con regole chiare e omogenee. 

di Rossella Gemma 

Dalle campagne di screening alle vaccinazioni, dalla gestione delle cronicità alla dispensazione di farmaci nuovi e più complessi: il ruolo delle farmacie di comunità della Lombardia si conferma imprescindibile nell’ambito del Sistema sanitario regionale e sempre più vicino ai bisogni dei cittadini. «La nostra rete conta ben 3.026 farmacie, di cui 2.105 in territorio urbano e 921 rurali – spiega la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca – con 14.000 addetti e un flusso di 800mila accessi giornalieri ai nostri presidi. I numeri ci dimostrano che è ormai in fase avanzata la trasformazione della farmacia da semplice luogo in cui un tempo ci si recava per reperire i farmaci a vero e proprio front-office del Servizio sanitario nazionale e regionale, grazie al quale accedere in modo semplice e veloce a tutta una gamma di prestazioni sociosanitarie. La fiducia crescente dei cittadini nei confronti delle farmacie e il gradimento dimostrato per i servizi offerti – assicura Racca – ci spinge a fare sempre di più e sempre meglio per contribuire a quella riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale, all’insegna della prossimità, sostenuta da sempre da Regione Lombardia». 

Le linee guida lombarde

Va in questa direzione la Delibera di Giunta Regionale dello scorso 8 agosto che ha approvato il documento “Indicazioni sulla farmacia dei servizi”, con la definizione di linee guida che uniformano sul territorio lombardo le disposizioni in materia e che rappresenta un importante passo avanti nel rendere la farmacia un presidio territoriale sempre più fondamentale nella rete sociosanitaria. 

«La nostra Regione è stata la prima in Italia a dotarsi di linee guida sulla farmacia dei servizi, con regole chiare e omogenee su tutto il territorio: uno step fondamentale che permette ai presidi farmaceutici di organizzare e proporre prestazioni in grado di rispondere al meglio ai bisogni della collettività e che ci permetterà di arrivare più spediti ai servizi in convenzione Ssn», aggiunge ancora la presidente di Federfarma Lombardia. «La nostra mission rimane, certamente, la dispensazione del farmaco. Prosegue favorevolmente infatti la collaborazione con Regione Lombardia per assicurare una distribuzione dei farmaci moderna e innovativa, nell’ambito del contenimento dei costi». 

Farmacie “presidi di zona”

Il coinvolgimento sempre maggiore delle farmacie nella gestione della cronicità e nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica, ma anche il sostegno alle campagne di screening e prevenzione, fa sì che esse forniscano un contributo importante al mantenimento della buona salute e quindi alla sostenibilità del sistema sanitario più in generale. 

«Abbiamo lavorato in piena sintonia con gli uffici della sanità regionale per predisporre il documento – sottolinea Racca – e trovo particolarmente significativo che, nelle premesse, si definisca chiaramente la farmacia, ufficialmente e a pieno titolo, “un presidio di zona”, dove la popolazione trova farmaci, ma anche servizi e assistenza di prossimità. Grazie alla delibera – conclude la presidente – le farmacie lombarde diventano dunque un “presidio di zona” dove è possibile effettuare analisi di prima istanza tramite personale formato e dedicato, erogare servizi di secondo livello mediante dispositivi strumentali, e attivare forme di assistenza domiciliare per i pazienti più fragili. Inoltre, nei locali interni o esterni alla farmacia possono operare non solo infermieri e fisioterapisti, ma tutti gli operatori e i professionisti sanitari, a eccezione di medici, odontoiatri e veterinari, nel rispetto dei relativi profili professionali».  

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