A chi piace l’inventario in farmacia?

Ma soprattutto: quando è meglio farlo? Ogni quanto tempo? Una tra le attività certamente meno amate dai farmacisti è invece molto importante e da eseguire nel modo più accurato possibile. Vediamo perché.

di Carlo Buonamico

È il momento giusto per l’inventario in farmacia? Un farmacista attento dovrebbe sapere che dare una risposta ragionata a questa domanda è fondamentale per poter gestire al meglio la propria attività imprenditoriale.

Certo, tenere sotto controllo in modo preciso e puntuale tutte le scorte non è un’operazione di poco conto, perché implica incrociare il controllo manuale con i dati che vengono restituiti dal software gestionale. Un confronto di dati che nella maggior parte dei casi evidenzia delle incongruenze, dovute soprattutto al fatto che nella gestione del magazzino in farmacia entrano in gioco tante figure professionali che vi operano all’interno.

Quando il magazzino della farmacia è scarico

Fare l’inventario in farmacia è un’attività che diventa tanto più impegnativa quanto più è ampio il magazzino (o i magazzini) in termini di referenze e di pezzi per ciascuna referenza. Afferma Alessandro Venturi, titolare dell’Antica Farmacia Lugaresi di Alfonsine (Ra): «A mio avviso bisognerebbe scegliere di inventariare il magazzino nel momento in cui si è più scarichi possibile per diversi ordini di ragioni. In primis, quanto più è scarico il magazzino tanto minori saranno gli errori umani (inalienabili) in cui si può incorrere. Bisogna poi considerare che minore è il volume della merce, meno tempo servirà per effettuare l’inventario e quindi minore sarà il costo per eseguirlo, sia che venga effettuato dal personale sia che ci si faccia supportare dalle società di consulenza».

Per poco attraente che sia, si tratta di un compito al quale non ci si può sottrarre, da un lato perché avendo un quadro chiaro e preciso delle scorte presenti in magazzino è possibile programmare il riordino dei prodotti nel modo migliore. Dall’altro perché il valore del magazzino incide sul margine operativo lordo della farmacia.

Programmare l’inventario sì, ma per quando?

È quindi fondamentale programmare l’inventario farmaceutico in modo che questa operazione sia quanto più precisa possibile e al contempo determini uno sforzo del personale che sia compatibile con la normale operatività della farmacia.

E si torna alla domanda iniziale: quando è il momento giusto? Le scuole di pensiero sono diverse:

chi sostiene che l’estate sia il momento più indicato perché l’attività della farmacia non è troppo elevata (sempre che non siate farmacisti in località turistiche), chi propone a fine anno. Commenta Venturi: «Non esiste una regola fissa. Ok sulla possibilità di fare l’inventario in estate, ma penso che ci siano anche altri periodi interessanti. Marzo, per esempio, è un buon momento prima dell’arrivo degli estivi. In ogni caso non può esistere una formula esatta, anche perché dipende da farmacia a farmacia: una farmacia al mare avrà sicuramente l’invernale molto più basso rispetto ad una farmacia di città».

Organizzare il magazzino in farmacia: un compito necessario

Certo, l’attività è impegnativa e onerosa, ma è la strada migliore per avere un corretto mix di prodotti e al contempo un magazzino snello in termini dimensionali, condizione che consente di non immobilizzare risorse finanziarie per troppo tempo. Senza dimenticare che una buona rotazione dei prodotti limita anche il rischio di ritrovarsi con troppi prodotti scaduti o a scadenza ravvicinata.

Insomma, i motivi per considerare l’inventario come un’attività strategica per l’impresa-farmacia sono molti e diversi tra loro. Senz’altro il titolare di farmacia deve programmare l’inventario con attenzione e anche la sua esecuzione deve essere realizzata con precisione, magari con il supporto di specialisti in grado di rendere questa operazione efficace e indolore.

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