Telemedicina: un decongestionante del Sistema salute

Check-up rapidi e attendibili e a un costo contenuto: i servizi di diagnostica in farmacia rappresentano la ricetta vincente per combattere le liste di attesa e i pronto soccorso affollati. Ne è pienamente convinto il Sottosegratario alla Salute Marcello Gemmato

di Rossella Gemma

Fare in modo che i pronto soccorso siano decongestionati, che gli ospedali abbiano un numero di letti adeguato, che finalmente si attui una medicina del territorio e che le farmacie, che si sono dimostrate strategiche nella fase pandemica, possano avere un ruolo sempre crescente all’interno del Ssn. Sono stati chiari gli obiettivi enunciati dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, al termine dell’incontro con le Regioni dello scorso 21 giugno. Chiara anche la via per realizzare questo progetto di governo: utilizzare la telemedicina come “decongestionante” dell’intero sistema salute, permettendo alle farmacie di essere a pieno titolo la porta di accesso al Ssn.

I farmacisti che si dotano dei servizi di diagnostica aiutano, senza ombra di dubbio, a ridurre l’onere gravante su altri servizi sanitari contribuendo a migliorare la salute pubblica. E numerosi studi hanno in effetti dimostrato come in tutta Europa l’impatto complessivo in termini di risparmio sui costi, nonché l’efficacia degli interventi del farmacista territoriale, sia di gran lunga in crescita.

RAFFORZARE LA MEDICINA DEL TERRITORIO

ECG, holter pressorio e cardiaco, ma anche prestazioni di spirometria, polisonnografia e autoanalisi del sangue sono i servizi sempre più erogati dalle farmacie, che diventano per i cittadini dei veri e propri punti di prevenzione e screening delle patologie a più alto impatto sociale. Secondo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, quando si parla di sanità digitale non si fa riferimento solo a intelligenza artificiale e algoritmi, «ma si punta soprattutto al rafforzamento della medicina del territorio, necessaria al superamento delle diseguaglianze nell’offerta delle prestazioni e dell’assistenza tra le diverse aree geografiche del nostro Paese. In tal senso – continua Gemmato – si inserisce il ruolo della Piattaforma Nazionale di Telemedicina di cui l’Italia si sta dotando grazie ai fondi del Pnrr, attraverso la quale verrà migliorata l’accessibilità dei pazienti alle cure e alle prestazioni. Questo si tradurrà in un significativo alleggerimento della pressione sugli ospedali e sui Pronto Soccorso, spesso presi d’assalto il più delle volte da codici bianchi».

Si immagina, e in qualche Regione è già realtà, un processo in cui i servizi di telemedicina rientreranno tra le prestazioni erogabili dalla farmacia per conto delle Regioni, grazie al quale le farmacie territoriali potranno eseguire consulti con referti collegati al Fascicolo Sanitario Elettronico.

LE RISORSE DEL PNRR: IL RUOLO DELLA FARMACIA

La missione 6 del Pnrr prevede 15,6 miliardi per la sanità, per la metà destinati all’assistenza territoriale e per l’altra alla telemedicina: «È proprio qui che la farmacia gioca un ruolo importante – sostiene Gemmato – perché potrebbe diventare un hub verso gli altri spoke, strutture previste sul territorio per le quali però abbiamo difficoltà a reperire personale sanitario. Stiamo ragionando su tutto questo, anche per evitare che negli ospedali arrivino pazienti che potrebbero essere trattati in altre strutture. Noi continuiamo con convinzione sulla strada verso l’ammodernamento e la razionalizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale».

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